gossipornot.Il mobbing e molestie nelle cucine: il racconto degli chef ed esperti

Uno dei problemi dei casi di mobbing o molestie nelle cucine è che difficilmente si ha la forza di denuncia

Non molto tempo fa qui su Munchies abbiamo pubblicato un articolo sullo stress nelle cucine : gli orari massacranti, i ritmi serratissimi, la condizione per cui ogni piatto era ragione di vita o di morte. E su tutto quello che ne conseguiva: dai problemi alla schiena a sordità temporanee psicosomatiche.

" Il punto è che il mondo del lavoro canonico e Il mondo degli chef sono diversi La cucina assomiglia all'ambiente militare perché ci sono le gerarchie che vanno rispettate, ma non lo è "

Partiamo chiusi, con la definizione del mobbing stesso . La Corte di Cassazione ha fissato nel 2015 sette punti chiave per mobbing : le vessazioni devono avvenire nei confini fisici del lavoro; la cosa deve durare per un periodo di tempo abbastanza prolungato; devono essere azioni reiterate nel tempo e non sporadiche; devono esserci state almeno due azioni ostili; nel mobbing c'è l'impossibilità di dire la propria, l'isolamento sul posto di lavoro, minacce, ruoli di ruolo improvvisi e ingiustificati; ci sono sintomi psicosomatici e infine esclusione dal mondo del lavoro.

Se queste sono le linee guida base per scovare casi di mobbing, allora non è errato – e molti specialisti mi confermeranno – dire che il mobbing canonico in cucina non può esistere [19659008]. I tempi impongono un risultato condiviso e le tutele non sono quelle di un ufficio. I contratti sono spesso labili e altrettanto spesso si preferisce cambiare semplicemente ristorante.

Il 95% dei casi di denuncia da parte di lavoratori del settore ristorativo provengono da un abuso di potere da parte del principale.

"Non così si può parlare di mobbing in cucina," mi ha detto al telefono lo psicologo neuroscienziato Antonio Cerasa che già avevo consultato per l'articolo sullo stress. Questo è il mondo del lavoro e il mondo degli chef sono diversi . l'obbedienza è insita, in cucina non è una cosa che non è un compito. "Quindi, in qualche modo, urla, rimproveri e minacce seguirebbero una linea gerarchica affinché tutto vada liscio. "Il mobbing è qualcosa di reiterato, in cucina è un posto, non è giustificato. diciamo che i cuochi sono una categoria protetta in fatto di mobbing: fino a quando c'è un compito da realizzare, vale tutto, o quasi. "

Questo" tutto "a cui si riferisce il dottor Cerasa, però , non è infrequente che si trasformi in vero e proprio bullismo e nonnismo. Fatto di minacce, calci, sberle, umiliazioni e urla. per l'' Associazione per insegnanti di psicologia viene evidenziato come il 95% dei casi di denuncia da parte di lavoratori del settore ristorativo provengono da un abuso di potere da parte del principale. E, soprattutto, viene esplicato che nelle cucine il bullismo – verbale e fisico – riesce molto facile per il semplice fatto che spesso si tratta di un ambiente fatto di rabbia, stress, requisiti e mancanza di strumenti per comunicare. Come a dire: che te lo spiego a fare, quando posso minacciarti o darti una sberla? Wendi Bloisi della London Metropolitan University invece, nella sua ricerca parla anche di come è un problema dalla cultura delle cucine. Attraverso il tempo, a partire dai turni massacranti e formativi, esiste ancora un sistema che propina una scala gerarchica, anche nelle scuole stesse.

Mobbing, molestie e bullismo in cucina: le testimonianze

Tutto bene fino a quando non mi sono fidanzato in sala; da lì è crollato tutto. All'inizio erano battute, poi sono diventati scherzi, poi parole più pesanti e alla fine sono escluso, non mi parlavano e poi declassato. "

Pensavo che cosa questo pezzo fosse abbastanza facile: voglio dire, ogni chef con che ha detto della dura gavetta, delle condizioni di lavoro e delle ore straordinarie.

Sotto la completa garanzia dell'anonimato . Il primo a scrivermi è stato A. un mese fa. "Io sono pugliese e ho lavorato in questo ristorante abbastanza importante da queste parti," mi dice A. " un ruolo di spessore all'interno della cucina. Poi mi sono fidanzato con una ragazza che lavora in sala e da lì è crollato tutto. All'inizio erano battute, poi sono diventati scherzi, poi parole più pesanti e alla fine sono escluso, non mi parlavano e poi declassato. "

La ​​storia di A. è, a tutti gli effetti una storia di mobbing, Le carte ci sono tutte. Lui ha un problema di mobbing o molestie nelle cucine è che difficoltà è la forza di denuncia . è da dire anche che, sei non sei un illuso, ti rendi conto dal primo giorno che il lavoro è duro, devi stare sempre pronto a venire nell'esercito. Scusi, di nuovo, il paragone militare, ma è perfettamente calzante.

Uno scollamento tra quella che si chiama "la vecchia guardia" e quella che invece chiameremo, in maniera esotica e intellettualoide, "la nouvelle vague gastronomica". Se la prima volta racconti di mestoli las cosi apposta al calore per colpire i propri cuochini, urlacci, insulti e denigrazione, nella seconda la tendenza, a quanto ho pensato, è quella di un lavoro pacifico e di gruppo. Ovvio, non è una realtà scientificamente provabile.

E per raccontare un po 'le due facce della medaglia, in diversi paesi europei. La chiameremo L. E con la scusa aggiungungarci anche in un altro ancora diverso: quello delle molestie in cucina. Non è vero, anche se …. Ma non pensate che si avvenga semplicemente tra uomo e donna, non muri di genere in questo mondo.

Nella maggior parte dei casi entrano in gioco gelosie, invidie e tutti cercano di sottomettere tutti.

"Per come l'ho vissuta io, il mobbing è stata una strategia di controllo, vige ancora la legge del più forte," mi dice L. "Io sono per la cooperazione, ma nella maggior parte dei casi entrano in gioco gelosie, invidie e tutti cercano di sottomettere tutti. Per le donne incide anche di più, sembra che una donna vuole fare questo lavoro ed essere credibile Per quanto riguarda la realtà, è davvero un modo per dire, che è facile pensare che è facile pensare che è una cosa che non funziona davvero, "continua L.

A un certo punto è diventato toccato di culo e nomignoli tipo 'troia' anche davanti ai clienti da parte dello chef e alla fine è sfociato in messaggi in piena notte dello stesso chef che insisteva per venire a letto con me.

"Ho avuto molte esperienze e devo dire solo una vera mente sgradevole, "continua L." Era in un ristorante stellato in Italia, uno di quegli ambienti malsani dove girano droghe e tutti erano su di giri e fuori di testa. Non l'ho mai raccontato perché tendo a farmi gli affari miei. Comunque già mi guardavano male perché magari avevo i tatuaggi e i capelli colorati. Poi è stato creato un mobbing e delle molestie vere e proprie, che è consistito nel leggere con orgoglio le foto del mio Instagram con frasi di cattivo gusto. Poi la cosa è degenerata: siamo arrivati ​​a clienti da parte dello chef e alla fine è sfociato in messaggi in piena notte dello stesso chef, che insisteva per venire a letto con me. Ora sono strani, colomba non è frega niente se sei donna o uomo e dopo quell'esperienza, fortunatamente, ho lavorato in uno di questi nuovi ristoranti gourmet dove eravamo una grande famiglia ed è stato bellissimo. "

I lavoratori delle lista nera e nessuno li chiamerebbe più

Stefano Formaggi, ] psichiatra che ha passato parte della carriera a curare casi psicologici sul lavoro, mi ha detto la sua e mi ha raccontato di quello che ha visto nelle cucine. "I lavoratori delle cucine non cercano molti medici, è raro che facciano causa di mobbing. Finirebbero su una lista nera e nessuno li chiamerebbe più. Capita invece che la soluzione più facile sia quella di bere durante il servizio . Il caso del mobbing nelle cucine non è infrequente, ma si declina in forme diverse: anche perché non parliamo di un lavoro d'ufficio in cui rimani nello stesso posto per anni. Anzi, nella maggior parte dei casi lavora in nero. "Quindi, più che di mobbing, ancora una volta parliamo di bullismo. L'esclusione è rara, ma la sostanza non cambia, si tratta comunque di abusi "A Rimini", continua Stefano, "ho visto durante la stagione sederi all'aria pronti a fare una scommessa per continuare a lavorare senza sosta,

in Kuwait un ragazzo girato

La ​​storia dei grandi libri è costellata da casi eclatanti e leggendari: da Marco Pierre Bianco che lanciava acqua bollente addosso a Gordon Ramsay fino un coltelli puntati all'ordine del giorno, accompagnati da minacce quando la julienne non era fatta come si .

E. ci ha messo un po 'un convincersi a raccontarmi la sua storia. "Sono andato in questo hotel 5 stelle lusso, avevo 19 anni. Credevo sarebbe stato un ambiente sano, e invece era uno schifo. Insomma c'era questo sous chef che era amico di tutti ed era simpatico, ma quando sbagliati ti faceva andare da lui e con un sorrisone ti dava un bello schiaffo a due mani sulle guance chiedendoti perché avessi sbagliat o. Un giorno era normale, l'altro ti dava schiaffi. E non si potrebbe fare niente perché era bravo e lo chef lo giustificava. Un altro problema grave è in Australia al posto di farti lavorare di più assumono altre persone, facile.

Sono riuscito anche a contattare Stefano Beltrame responsabile dell'area dipartimento lavoro della Federazione Italiana Cuochi . "Secondo me i casi di mobbing ci sono eccome e di storie di molestie, ovvero di chef che allungano le mani sulle ragazze o ragazzi, ne ho sentite parecchie", mi dice Stefano. " Però non pensiamo che sia un problema tutto italiano: con il mio lavoro mi capita anche di mandare i figli di cuochi all'estero e ho sentito cose allucinanti: in Kuwait l'ispettore, perché non era in regola. Negli Stati Uniti fanno molti magheggi per via dei visti, molte navi più spesso. [Insommadimobbingemaltrattamentinellacucinasipuòparlareeccome"

Il capo pasticcere mi prendeva i dolci e li buttava sistematicamente a terra. Oltre un dirmi che una con un culo viene il mio era sprecata a stare in cucina [19659007] Quello delle ore è poi un argomento delicato, tanto da essere spinto il celebre critico mascherato Valerio Massimo Visintin a organizzare una manifestazione – Doof – per denunciare il monte di ore e di stress

Che il cervello di uno chef è una cosa che non è mai stata così difficile da usare. 'è anche quella di B., giovane pasticcera che ha lavorato in un due stelle Michelin . "Quando lavoravo lì avevo del tempo libero e il pasticcere, non dovevo creare , non dovevo nemmeno pensare. Mi prendeva i dolci e li buttava sistematicamente a terra.

Soprusi, sessismo, coltelli branditi, molestie fisiche e verbali, prese in giro e, a volte, esclusione. Tutto questo nelle cucine esiste, oltre a dirmi che una con un culo viene il mio era sprecata a stare in cucina. non sempre certo la domanda di conoscere la risposta a questo problema, ma è un modo di dire – con più persone possibile – ci pare un inizio.

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