gossipornot.Ceri è il segreto per quanto riguarda il tuo disco | L'intervista a Ceri su "Solo", il live di Undamento al MAXXI di Roma

La cosa strana che succede, o almeno che è successa a me, chiacchierando con Ceri, è che se il suo EP Solo fin dall'attacco mi aveva stretto la gola in una morsa un po 'bella e un po 'dolorosa di malinconia, al contrario parlare con lui mi ha messo in circolo una dose massiccia di presa bene, userò un termine abbastanza spesso, pure un po' di gioia. Perché Stefano da Trento sta all'estremo opposto del calcolo, della frase detta per colpire chi ascolta, della piacioneria e di tutto quello che può creare un po 'di disagio in chi intervista e intercetta per un attimo qualcosa di artefatto, di non limpido.

Lui, che è sempre il produttore di Frah Quintale, che ha lavorato al terzo album (19459003) Stanza Singola di Franco 126 (ma titolo delle sue infinite collaborazioni ci sono, tra gli altri, puro Salmo e Mahmood) è un essere umano piuttosto speciale, che si muove nella scena musicale con interesse per il business e per sconfinato amore per il suo aspetto artistico incredibile, bellissima, che bisogna solo attenti a non sputtanare.

Quindi quella che è stata un'intervista telefonica iniziata con il mio lagnarmi, disciplina in cui eccello, per il fatto che chiacchierata che è riuscita piuttosto bene e azzerare le distanze. Solo fatto di elettronica color pastello e testi che si infilzano nel cuore, per andarlo a sentire nel suo primo live da solista l'11 luglio alla serata romana della sua crew, Undamento, al MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo .

 ceri solo copertina

La copertina di Solo di Ceri

Noisey: Visto che non ci può guardare in faccia e non così che espressione stai facendo ora che sei al telefono con me, mi viene da chiederti come prima cosa
Ceri: Mi piacciono, non sono uno di quelli che vedo come una faccia di palle, forse anche perché non è così ne faccia tantissime. In realtà l'aspetto che mi piace è che può capitare che ti facciano una domanda su una cosa non avevi pensato, o che avevi immaginato in un modo e l'intervistatore ha, invece, interpretato in un altro, quindi possono nascere spunti di riflessione nuovi e utili.

Ora ho un po 'di ansia da prestazione.
No, dai, non volevo!

Facciamo che andiamo con calma e mi dico vi stai preparando alla prima presentazione dal vivo EP.
Questo sarà una sorta di beta test del live, e l'idea è, in futuro ne farò altri, partire da qui, da questo nocciolo di spettacolo a cui stavo lavorando proprio in questo momento, cioè fino a un secondo prima che mi chiamassi. Mi piacerebbe giovedì è creare un intreccio tra quelli che ho preparato e qualche spazio in più. Il mio obiettivo, ma credo di avere un tempo per giocare e per iniziare.

Emotivamente, invece, come ti senti?
Ora faccio fatica a provare emozioni! No, cazzate a parte, vedremo là come sarà, anche se di base così sono sempre più agitato prima di salire sul palco che quando poi ci sono davvero.

Sì, perché non sono un cantante, ma manco lo voglio essere, e no, perché è venuto a pensare che non è il centro della faccenda. Anche nell'EP, ho sempre mascherato la voce con distorsioni e filtri,

 ceri solo undamento

Questi giorni ho ascoltato Solo durante una lunga passeggiata in cuffia. Ero appunto sola, e appena è partita la prima traccia m'è nato un groppo in gola.
Che tu mi dica questa cosa mi fa pensare che la roba "giusta" è arrivata. E mi hanno fatto notare, ed è così ho riflettuto su anche io trovandomi d'accordo, che questi pezzi sono così in ascolti in cuffia da solo. In macchina con gli amici non si tratta. Se ti prendi qualche minuto per sentirteli per i fatti tuoi sì.
Che caso è che farlo è per te la solitudine?
È sempre un momento di crescita, che serve anche per imparare un stare meglio sia con se stessi che con gli altri. Però non la associo alla musica, perché quasi sempre il mio processo creativo avviene insieme ad altre, tante persone, ma un mio ricordo che serva, o dovrebbe servire, un migliorarmi.

Ma quando parli di solitudine la intendi come isolamento del
No, anche se in realtà mi piacerebbe ogni tanto concedermi anche quel tipo di situazione. Solo che, onestamente e per fortuna, in questi ultimi anni non ho avuto tanto tempo. In realtà qualche mese fa, in un weekend in cui ero incredibilmente libero, sono tornato a Trento in un programma di viaggio con i miei amici in Internet, ma non ho mai pensato e mi sono davvero girati i coglioni. Però quest'estate ci riprovo.

 ceri solo undamento

Hai un legame molto forte con la tua città e la natura che la circonda?
Penso che questa cosa è la stessa parte del DNA trentino, perché se cresci a Trento per forza di cose sei più spinto a rispettare e ad amare la natura. Penso solo ai fatti più basilari: lì la differenziata è come una notte, quando avevo 19 anni, ero schizzatissimo per la diversità di contorno. Allora, che era il 2009 ed era una Milano molto diversa da quella di oggi, gli spazi verdi erano dovuti aiuole mezze distrutte. Era una cosa oscena, e io l'ho sofferta tantissimo. Per fortuna oggi è migliorata di brutto.

Ebbene il tuo primo contatto con la musica in cui è arrivato è avvenuto?
sette anni, quando ho iniziato a strimpellare il pianoforte di mia nonna, che è stato passato un mio padre, il che, visto che mi ci perdevo via, mi aveva fatto prendere lezione. Ho avuto la fortuna di trovare un maestro molto bravo, che, vedendo che oltre mi esegueva anche cazzeggiare, mi ha aiutato un comporre le prime robe. L'ho abbandonato, l'ho abbandonato e l'ho ripreso, poi ancora mollato perché era una cosa che richiedeva tempo al giorno di studio col timer e io invece preferivo andare a giocare un cesto … La svolta, che ha fatto sì che la musica è diventata una specie di ossessione, ma in senso positivo, c'è stato quando un mio amico ha fatto conoscere i programmi di musica per computer, e da lì basta: è diventata la cosa che è sempre, anche appena tornato da scuola, anche la sera dopo cena.

Comunque oggi il piano è tornato bello presente nella tua vita …
Di brutto, sì, con Frah e con Franco ottimo per le tastiere, quindi anche se non lo studio più in modo accademico

 ceri solo undamento

In "Guai" parli di amici che se ne vanno, un momento è un po 'tutti e che, almeno per me, ha significato la fine dell'infan zia.
Vedi, è interessante che tu l'abbia letta così, perché io in realtà volevo raccontare di una cosa molto terra terra. Cioè di quando nella mia cerchia di amici mi sono ritrovato praticamente da solo, perché uno è vissuto a Londra, uno a Singapore, un altro ovunque in giro per il mondo. Volevo parlare di quella sensazione di spaesamento e di senso di fine dell'adolescenza che ti prende quando i riferimenti di amicizia di una vita ti mollano, anche se sai che lo faccio facendo inseguire i loro sogni e quindi sei in parte triste e in parte felice per loro e fiero di loro

Dimmi di Undamento: che tipo di "famiglia" siete? Che cosa, secondo te, vi tiene così uniti?
Siamo amici. Tommaso Fobetti, il nostro produttore artistico, lo conosco da quando ho 16 anni, frah puro, perché io sono nella scena rap di Trento, e lui in quella di Brescia, ma dato che nel 2006 mano le due realtà erano super connesse tra loro. Molto peso lo ha avuto anche una volta raggiunto i bei momenti di merda. E un intento comune, qualcosa del tipo che siamo "quelli della decrescita felice". Non ci interessa tanto fare i numeri, fare soldi, a mio riguardo non è un buon modo per comprarli una macchina nuova ogni anno, che pure se ho soldi, non mi interessa, e così credo gli altri. Cerchiamo di fare le cose che ci piacciono e di essere contenti con quello che ci arriva.

Che effetto ti ha fatto, dopo ho già citato momenti di merda, vederne un riscontro così grande come un Coez, ma anche un Frah?
Beh, felicità pura. Specie perché ci sono tante cose in cui ci stiamo svegliati davvero perpless su quella che stiamo facendo, e pure un po 'in paranoia. Oggi siamo contenti, io sono davvero contento, nel profondo, per tutto quello che stupendo c'è successo.

 ceri solo undamento

Al di fuori della tua crew, che cosa è sta piacendo della scena musicale italiana italiana di oggi?
Beh, innanzi tutto questo è un bellissimo momento per la musica italiana e bisogna stare attenti a non sprecarlo. Detto questo e detto, sono appassionatissimo di musica francese e trovo che io cugini sono avantissimo e che comportano gli artisti minori davvero interessanti che fanno cose immense con un decimo del budget dei grossi che abbiamo qui, penso che in Italia ora ci sia un grande potenziale.

Sei proprio atipico, Ceri.
Eh cazzo, speriamo di no! Però, aspetta, è un po 'di parte perchè abbiamo lavorato assieme a diversi pezzi, però Mahmood è davvero un re, e potrebbe spaccarare di brutto anche fuori dall'Italia. Poi, vabbè, il mio preferito, anche se non lo seguo più, o meglio non lo capisco più, è Panizza, Pop X, conterraneo che ho sempre venerato, ma che, appunto, m'è un po 'sfuggito negli ultimi tempi . D'altronde credo sia impossibile comprendere i suoi processi mentali, quindi, forse, il tempo gli ha detto ragione e mi troverò ad amare follemente anche i suoi ultimi lavori. Forse.

Giovedì si esibirà insieme a tutti i suoi compagni in Undamento (Frah Quintale, olandese Nazari, Joan Thiele, Dola, Irbis37, Spz e See Maw), al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma e i biglietti sono in vendita .

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