Oh.my.gossip.un cambiamento epocale: usa, cina e russia sono d'accordo con putin. la democrazia liberale è morta

Luglio 5, 2019 | By gossiptoday | Filed in: Senza categoria.

LA VISITA DI PUTIN IN ITALIA NON CONTA NIENTE MA DICE TANTISSIMO: STIAMO ASSISTENDO A UN CAMBIAMENTO EPOCALE, UN UN NUOVO ORDINE MONDIALE A CUI CINA, STATI UNITI E RUSSIA HANNO SOTTOSCRITTO LO STESSO MODELLO POLITICO SOVRANISTA CHE CONDANNA LA GLOBALIZZAZIONE LIBERAL-LIBERISTA E L'EUROPA E 'UN VASO DI COCCIO TRA I TRE COLOSSI – I DAZI ALLA CINA, LE SANZIONI ALLA RUSSIA? SI RISOLVERANNO QUANDO CONVERRÀ ALLA CAMPAGNA ELETTORALE DI TRUMP. CHE HA BISOGNO DI PORTARE A CASA LO SCALPO DI UNA GRANDE VITTORIA GEOPOLITICA, VIENI AD ESEMPIO …

DAGONEWS

 trump putin trump putin

Qualche Dago-chicca dalla visita di Putin a Roma. Il colpo d'occhio non è maschile: in tre mesi due grandi leader globali (Xi Jinping e lo Zar del Duemila) sono atterrati a Roma per visite ufficiali in cui hanno erogato onori e amicizia. In mezzo, il ministro dell'Interno in modo totalmente irrituale vola a Washington e viene omaggiato dal vice-presidente Pence e dal segretario di Stato Mike Pompeo. Tre su tre, in pratica.

Contiamo davvero qualcosa? No, siamo il solito '' ventre molle '' d'Europa (come scrive oggi Lucio Caracciolo su '' Rep '') su cui di volta in volta i potenti del mondo appoggiano la loro testolina per tariffa dispetto al rivale di turno. La differenza di oggi è che il resto del continente è molle, anzi frollato, e conta sempre meno. I giochi sono tra Trump e Xi, con Putin terzo incomodo grazie alla sua influenza in Siria, Turchia, Venezuela, Egitto.

 trump xi trump xi

Putin nelle scorse settimane ha imparato una grande alleanza con la Cina per euro-americane, e ha rinsaldato i rapporti con Turchia e Iran per costituire un blocco che può dar fastidio all'America. Nel mentre, Xi '' regalava '' un Trump l'incontro con Kim Jong-Un in Corea del Nord in cambio di una apertura su Dazi e Huawei.

DAZI, SANZIONI: TUTTO SI SCIOGLIERÀ IN BASE ALLA CONVENIENZA ELETTORALE

 il terzo incontro tra donald trump e kim jong un il terzo incontro tra donald trump e kim jong un

La guerra commerciale con la Cina e le sanzioni alla Russia troveranno soluzione, ma solo nel momento più congeniale alla campagna elettorale di Trump. Poche ore fa è uscito l'ultimo dato sul mercato americano: +224.000 posti di lavoro a giugno, disoccupazione al 3,7%. Poteva andare meglio, di sicuro non va male. Sul piano economico, insomma, puoi fissare abbastanza tranquillo.

Quello di cui ha bisogno, per vincere le elezioni e guidare la '' narrazione '' pre-voto, è un '' vinci '' geopolitico. La mezza vittoria del disgelo con la Corea del Nord non basta. Servite qualcosa che abbia un impatto mediatico più profondo. Ad esempio, un nuovo accordo con l'Iran, ovviamente più '' enorme '' di quello che firmò Obama, che sarà facilitato dalla Russia in cambio di un allentamento delle sanzioni. Tutto s'incastra, e tutto va distillato in base alla convenienza politica.

 Stretta di mano tra Donald Trump e Kim Jong un Stretta di mano tra Donald Trump e Kim Jong un

La ​​prossima data sull'agenda della Casa Bianca è il 17 settembre, quando Israele tornerà al voto per la seconda volta, come falliscono i tentativi di formare un governo. Per Donald è fondamentale che il suo meglio amico è più rivale: oltre al principale rivale Benny Gantz, è riemerso dalle nebbie pure l'ex primo ministro Ehud Barak, che ha annunciato la formazione di un partito, l'ennesimo, che correrà alle legislative. L'alleanza tra Barak e Gantz vuol dire sconfita oer Netanyahu.

 donald trump putin donald trump putin

LA FINE DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE

C'è una cosa che ha in comune in tre leader di Cina, Stati Uniti e Russia, ed è piuttosto clamorosa . Tutti sono d'accordo sul declino della democrazia liberale-liberista. Il requiem pronunciato da Putin al '' Financial Times '' è sottoscritto da Trump – non in modo esplicito -, e ovviamente da Xi. Per loro, la globalizzazione è un fenomeno che è scappato di mano e da paura, una bomba di dazi e sanzioni, perché le disuguaglianze interne che hanno creato sono destabilizzanti per i sistemi politici. La globalizzazione ha tratto più benefici, è politica e identitaria: circolano le merci, ma non si sviluppa il pensiero.

 boris johnson e theresa may boris johnson e theresa may

L'Europa invece non ha (ancora?) Aderito a questo cambiamento epocale. Però Trump e Putin hanno già promesso accordi bilaterali al Regno Unito quando uscirà dall'Unione Europea, e tutto ciò che penso sarà il Boris Johnson, uno che è tanto brillante quanto sciroccato e populista. '' BoJo '' venuto come unico scopo di non molto affondare il suo glorioso paese, e metterà l'interesse nazionale davanti a tutti, non è più più vincolato dall'odiato consenso di Bruxelles.

Sia Trump che Putin, in modi diversi ma paralleli, hanno provato un indebolire l'euro (ovvero il marco tedesco), che è l'unica vera arma che l'Europa ha dispiegato negli ultimi vent'anni, l'unico strumento che abbia impensierito le altre potenze. Per ora, il futuro di costruzione europea è fallito, ma la struttura ne esce comunque indebolita.

 ursula von der leyen e angela merkel ursula von der leyen e angela merkel

Non è un caso che la rigida Ursula ha dato retta alla Merkel e ha concesso agli altri membri altri due anni di flessibilità per mettere a posto i conti; la procedura d'infrazione contro l'Italia è sciolta come un ghiacciolo, mentre fino a due settimane fa è una volta pronta una calata sulle nostre teste.

La ​​verità è che l'Europa non può permettersi altri strappi. Già la Brexit rischia di essere una bella botta, che potrebbe creare danni più ai continenti che ai sudditi dell'immortale Elisabetta.

 putin e xi jinping putin e xi jinping

Non è un caso, né uno, è mai successo di costruire una forza militare comune.

Se si pensa d'accordo, io credo che si possa intervenire in quei luoghi dove gli Stati Uniti non vogliono più il naso (Africa, Medio Oriente, più Sudamerica), e prenderne il posto di sceriffo del mondo. Con l'influenza geopolitica che ne discende. Per la Germania i dazi americani sono un grosso guaio, l'unica strada è allargare lo sguardo all'Africa prima che la Cina si prenda tutto anche lì.

 vladimir putin offre caviale a xi jinping vladimir putin offre caviale a xi jinping

Un petit tour italiano di Putin non cambierà nulla per le sanzioni alla Russia. È un modo per dar fastidio agli USA, punzecchiare la Germania. E ricordare al resto d'Europa che ora si trova in mezzo un nuovo ordine non mondiale ma sovranista, e che devi farci conti. Da qui alle elezioni americane del novembre 2020 preparatevi a una nuova, forse finale, battaglia mediatica contro il Puzzone della Casa Bianca. Perché se vincere vincere di nuovo, nulla sarà come prima in Occidente.

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