gossipornot.Il tour più inquietante di Chernobyl non è quello che fai andando lì di persona

La ruota panoramica della città fantasma di Pripyat. Immagine: Nickolay Omelchenko / Google

Dopo aver visto le prime due puntate di Chernobyl -la mini-serie da HBO e Sky che ricostruisce l'incidente più grave della storia, avvenuto nella centrale nucleare omonima il 26 aprile del 1986-ho sentito l'impulso di vedere con i miei occhi che aspetto hanno oggi gli oltre 3.000 chilometri quadrati della zona di esclusione.

Ovviamente, non sono l'unica: il successo della serie è una nuova ondata di curiosità e influencer un migrare in massa verso una meta che, già da qualche anno, era basata gettonata da documentaristi e amanti del turismo Macabro . Ora, il picco di afflusso è il racconto di aver spinto, la scorsa settimana, l'autore stesso di Chernobyl a pregare le persone di essere "rispettose" del sito-e della tragedia umana che ancora rappresenta-e piantarla di andare lì per farsi selfie.

È possibile, in realtà, visitare Chernobyl senza invadere i suoi spazi fisicamente: percorrerli via le immagini satellitari e via Google Street View, anzi, è un modo di farlo molto più efficace con ciò che Chernobyl rappresenta ancora una lunga zona intoccabile, congelata nel tempo.

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<p>Un palazzo evacuato, lungo la strada che collega Pripyat e il paesino di Chernobyl. Tutte le immagini via: Google Street View </p>
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<p>  Aprendo Google Maps e cercando "Chernobyl", interesse immediato dei punti di interesse sulla mappa: uno è la vera e propria centrale VI Lenin, situata a tre chilometri dalla città fantasma di Pripyat-da cui sono stati evacuati quasi 50.000 abitanti nei giorni successivi all ' esplosione del reattore n.4, l'altro è l'impresa cittadina di Che rnobyl, a 15 chilometri a sud della centrale, dove sono tornato a vivere alcune centinaia di persone. Per qualche ragione, <a href= in questo secondo punto della mappa è segnalata una "Cernobiljska Nuklearna Elektrana" a cui, in correlato, compaiono le immagini dell'NSC (o New Safe Confinement) -la seconda struttura di contenimento del nucleo radioattivo che è stata completata nel 2016, progettata per durare 100 anni. Il problema è che la centrale nucleare, né l'NSC si troveranno davvero lì. Sono perfettamente visibile dal satellite, ma qualche chilometro più a nord, in corrispondenza del primo punto .

È il primo "glitch" che infesta il viaggio virtuale per la zona di alienazione possibile, più inquietante del visitare quelle zone di persona: è una specie di arcano da risolvere scivolando lentamente in Street View tra boschi, caso abbandonato e cartelli in cirillico, entra in un videogioco punta e clicca in prima persona.

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La stazione di Yaniv, in prossimità di Pripyat, in disuso.

Le immagini non sono tutte sullo stesso periodo-la maggior parte è stata scattata nel 2015, qualcuna negli anni successivi- , anche in uno stesso perimetro ristretto: nella vicinanza della famosa ruota panoramica, per esempio, le i mmagini del 2015 anticipo vuote, se non per un soldato immortalato con uno smartphone in mano, possise intento a fotografare l'auto di Google come se fosse-ironicamente-l'oggetto di interesse più anomalo in quel contesto.

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<p> Un'immagine del 2015 del parco giochi di Pripyat, deserto se non per un soldato. </p>
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<p>  Ma basta fare uno scatto verso sinistra, per trovarsi in mezzo a L'immagine è del 2017. <a href= App aspetto e scomparsa una seconda di dove si sposta la visuale, aggiungendo uno strato all'esplorazione virtuale che potrebbe narrativo: se è vero che la loro identità reale è censurata e protetta dal software, nulla bloccare un inventare e attribuire una storia a quei corpi fantasmagorici.

 1560852369053-Schermata-2019-06-17-alle- 130431 "class =" col-12-xs "data-src =" https://video-images.vice.com/_uncategorized/1560852369053-Schermata-2019-06-17-alle-130431.png "/> [19659008] Un'imm agine del 2017 dell'ex parco giochi di Pripyat, dove si vedono turisti camminando. </p>
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<p>  Per lo stesso principio, vagando tra le stradine abbandonate all'esterno alla città e alla sua periferia, capita che le immagini virino improvvisamente da nuvolose e verdeggianti, ad assolate e quasi aride. È come entrare per un attimo in un mondo parallelo. Le emergono mezze fagocitate dalla vegetazione ai bordi delle strade restano sempre abbandonate, ma, guardando bene, qualche dettaglio varia: un riflesso, una tegola, un cancello chiuso o aperto. Con un passo avanti e uno indietro, guardiamo e riguardiamo i due punti estremi di qualcosa che è successo mentre non c'è nessuno a guardare, un vuoto raccontato attraverso i pieni che precedono e seguono-un altro glitch ripetuto all'infinito, o </p>
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<p> Lo stesso angolo di una strada di periferia di Chernobyl, uno sx in uno scatto del 2015, un dx in uno del 2019, realizzato dall'utente Nickolay Omelchenko, </p>
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<p>  Ovviamente, alcune zone restano interdette anche virtualmente. Oltre al sito vero e proprio, che è possibile guardare da lontano, in scatti del 2015 che pare l'NSC ancora in costruzione-, è impossibile addentrarsi anche nella Foresta Rossa, l una pineta di circa quattro chilometri quadrati in cui si trovano le prime stelle di morire per le alte radiazioni. Si intravedono rami e tronchi secchi e cupi dalla strada asfaltata che la costeggia e delimita; </p>
<div class= 1560852417507-Schermata-2019-06-17-alle-145042 "class =" col-12-xs " data-src = "https://video-images.vice.com/_uncategorized/1560852417507-Schermata-2019-06-17-alle-145042.png" /> </source></source></source></source></source></picture>
<p> La Foresta Rossa, vista dalla strada che la costeggia . </p>
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<p>  Su Timelapse-un tool di Google Earth che consente di visualizzare gli ultimi 35 anni di immagini satellitari-la devastazione immediatamente successiva all'incidente è sempre nelle immagini satellitari del 1987. Paradossalmente, la risoluzione <a href=

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<p> L'NSC, la struttura ultima nel 2016 che va a coprire il modulo ancora radioattivo e il sarcofago, la prima struttura di contenimento costruita nei mesi successivi all'incidente. </p>
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<p>  Il tour virtuale di Chernobyl e della sua zona di esclusione è una stratificazione di memoria interrotta e incostante di un luogo in cui non abbiamo più accesso. Ma è proprio su questo limite che dovrebbe concentrarsi sulla nostra riflessione e relazione con quei luoghi. "Le radiazioni nucleari sono una minaccia per l'umanità, un disastro", <a href= ha detto l'artista Ai Wei Wei parlando della mostra impossibile nel 2015 insieme ad altri artisti nella zona di alienazione di Fukushima, in Giappone ( colpita nel 2011 da un incidente nucleare paragonabile, per entità del danno, a Chernobyl). "Il modo in cui ci esprimiamo [come artisti] davanti a questo disastro deve essere proporzionato-non essere osservabili è una condizione essenziale per queste opere."

A Chernobyl gli alberi non si decompongono e gli animali che hanno ripopolato l'area non posso essere toccati ; non sarà possibile ripopolare davvero prima di 20.000 anni . Chernobyl litiga con la nostra percezione, perché rappresenta uno spazio non colmabile, quindi, per estremo, vuoto. E andarci in vacanza in massa non ci riguarda di riempire quel vuoto. Ma vagare tra i suoi strati di memoria virtualizzata, come non altro, ci ricorda che esiste una soglia oltre la quale non possiamo andare.

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