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Giugno 9, 2019 | By gossiptoday | Filed in: Senza categoria.

FACCIAMO UN BEL BOT CON I MINI BOT? – DIETRO IL RIFIUTO DI TRIA ALL'IDEA DEI MINI-BOT C'È IL TIMORE DI DARE L'IDEA CHE IL GOVERNO STIA PREPARANDO L'USCITA DALL'EURO – IL MINISTRO NON CONSIDERA "L'ITALEXIT" UN'ARMA NEGOZIALE VERSO PARTNER E CREDITORI, PROPRIO ORA CHE SIAMO VICINI ALLA PROCEDURA EUROPEA SUI CONTI – DI MAIO E SALVINI ATTACCANO TRIA: "QUI STANNO SEMPRE TUTTI ZITTI, IMMOBILI, POI APPENA QUALCUNO PROPONE QUALCOSA, DICONO 'NON SI PUÒ FARE' …"

1 – TRIA: «I MINI-BOT NON SERVONO» L 'ATTACCO DI SALVINI E DI MAIO

Mario Sensini per il "Corriere della sera"

 tria di maio salvini conte tria di maio salvini conte

Lega e M5S tornano all 'attacco, questa volta insieme, del ministro dell'Economia. A Giovanni Tria, che dal Giappone ha espresso di nuovo tutti i suoi dubbi sulla possibilità di emettere i mini-Bot, cioè titoli di stato di piccolissimo taglio, per pagare i debiti dello stato verso le imprese, hanno replicato duramente sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini. Invitando Tria, l'ostile alla proposta contenuta anche nel Programma di governo, un trovare una soluzione per pagare quei debiti scaduti.

 giuseppe conte giovanni tria giuseppe conte giovanni tria

Anche se i tempi di pagamento e l'arretrato, che hanno procurato all 'Italia una procedura d'infrazione «Sui mini-Bot si può discutere, ma il fatto che sia urgente paga le spalle di miliardi di euro di arretrati e di debiti che la Pubblica amministrazione ha nei confronti di imprese e famiglie, risalenti a governi e anni precedenti, deve essere chiaro a tutti, in primis al ministro dell 'Economia. È una questione di giustizia », ha detto Salvini.

Ancora più duro Luigi Di Maio. «Questa storia dei mini-Bot sta diventando paradossale. Se è un proposta per accelerare il pagamento dei debiti commerciali dello stato si discuta », ha detto il leader del M5S. «Il Mef dice che sono inutili e che è sufficiente pagare le imprese, lo faccia. O studi un piano per iniziarlo a tariffa. Perché tutto semper tutti zitti, fermi, immobili, poi appena qualcuno ha qualcosa, si svegliano e dicono: ah, no, non si può fare. Se il mini-Bot non va, il Mef trova un altro strumento », ha detto Di Maio.

Tria è contrario all'idea di emettere questi strumenti, senza interesse, senza scadenza e una simile obbligazione.

 giovanni tria e claudio borghi giovanni tria e claudio borghi

«È una cosa che sta nel loro programma», dice a proposito dell'insistenza della Lega, «ma il mio ministero ha già dato un parere negativo . In un'interpretazione, quella del debito, non serve. Nell'altra, esistono i Trattati e quindi non possono essere fatti ». «Da giurista mi sembra evidente che presentino diverse criticità», dice lo stesso premier, Giuseppe Conte, mentre la Confindustria continua a esprimere dubbi, con i giovani che paragonano i mini-Bot ai soldi del Monopoli. La Lega, però, insiste. «Sono proposte che potrebbero essere condivise. Anche a Monopoli si gioca a causa, e viene per la moneta serve fiducia », ha detto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

 LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO GIOVANNI TRIA GIUSEPPE CONTE

2 – LA PARTITA PER L'EURO E LA LINEA DURA DI VIA XX SETTEMBRE IL (FINTO) CASO DEI BOND [19659003] Federico Fubini per il "Corriere della sera"

Giovanni Tria non ha mai pensato che la sostanza dei problemi con Bruxelles sia in qualche decimale di deficit. Il ministro dell 'Economia ha sempre saputo che la posta era, e resta, più alta. A dicembre, quando il governo invertirà la rotta di fronte a una guerra molto dura dell'Unione europea sui conti, Tria in privato lo dice apertamente: «Se riusciamo a evitare la procedura, è il segnale che vogliamo restare nell'euro». [19659008]

 mini bot mini bot

Da allora questo economista di 70 anni si è abituato uno sguardo sotto i riflettori, ma non ha cambiato idea: la partita che l'Italia sta giocando in Europa non riguardi solo il numero previsto del disavanzo o del debito; l'impulso del governo – e la sua volontà – di sradicare mi reputo diffuso nelle altre capitali e nei mercati che l'Italia è un pianoforte di riserva: l'uscita dall'euro, piuttosto che accettare un programma della Troika, se lo stress finanziario di precludere al Tesoro l'accesso ai suoi investitori tradizionali.

Dietro il rifiuto di Tria all'idea dei mini-Bot c'è questa preoccupazione. Non è che il Paese in un giorno decida davvero il salto nel buio, ma che qualcuno oggi cerchi di temere ai partner e ai creditori del Paese. Quasi che minacciare implicitamente la disponibilità alla «euro-uscita» sarebbe davvero un 'arma negoziale, ora che l'Italia è un passo da una procedura europea sui conti. Il ministro, come a questo, vede nei debiti commerciali dello stato quasi un pretesto: la maschera dietro la quale far avanzare i mini-bot, come ipotetico mezzo di pagamento alternativo o parallelo all'euro.

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Che il problema di fondo non è quello della gestione dei fornitori, lo segnalano i dati stessi del governo. Oggi quelli ritardi non sono più l'emergenza di qualche anno fa. Secondo Farmindustria, i tempi medi di pagamento nella Sanità sono crollati dai 251 giorni del 2012 a 58 alla fine del 2018. Siope, la banca dati della Ragioneria, mostra che a settembre 2018 le Regioni ei grandi Comuni pagavano in media a 36 giorni: prima della gran parte delle imprese.

Non tutto il quadro è così roseo, naturalmente. I grandi ritardi spesso sfuggono i dati storici, tanto che Pharmafactoring e Banca Sistema – che ricomprano crediti insoluti per poi riscuoterli dallo Stato – riescono in media a farsi saldare a undici mesi. Ma chi conosce la questione sostiene che i mini-bot, titoli di Stato in cui si tiene conto delle parole, non risoltobbero niente. Luigi Guiso, uno nei più economisti italiani, sospetta che i mini-bot subirebbero molto presto una svalutazione di fatto. Gianluca Garbi, fondatore di Banca Sistema, sostiene che sono comunque inutili: «Le lentezze sono anche giustificabili, dipendenti dai controlli antimafia o anticorruzione – osserva Garbi -.

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una misura già introdotta da questo governo. I comercio 849-857 del bilancio 2019 è previsto per liquidare in euro illimitata a tassi bassissimi da Cassa depositi per saldare i fornitori.

Dunque hanno già una disposizione i fondi necessari, purché i crediti siano certificati.

Resta da capire perché l'idea sia stata ripresa dal leghista Claudio Borghi, che da presidente della commissione Bilancio della Camera dovrà conoscere la manovra del suo governo . [1]

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La recente filmato italiano (19659007)

La recente forse è stato ripreso dai titoli di stato italiani sono rimborsati in nuove lire svalutate. proposta sui mini-Bot è coincisa infatti con l'impennarsi di quel segnale, che misura l'intelligenza diffusa nel mondo delle probabilità che l'Italia un giorno lasci l 'euro: l' indicatore è riportato ai livelli di novembre o dicembre scorso, la fase in cui Tria diceva che in gioco c 'era l' idea che l 'Italia volesse stare nell' euro.

La carriera politica di Borghi del resto è bloccata dall 'inizio al suo ruolo di avvocato dell' "euro-uscita" come lo è quella di Alberto Bagnai, anche lui consigliere economico della Lega e presidente della commissione Bilancio in Senato. Le mie idee sull'Italia e l'euro, Bagnai giovedì sera ha proposto sul «Financial Times» lo smantellamento del Patto di stabilità per gestire meglio l'unione monetaria.

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Quale che sia sia il merito, quell 'idea non può che aver alimentato i sospetti verso il Paese a Bruxelles – e il rischio di uno scontro politico – proprio ora che una procedura sul debito sembra Vicina. A Wall Street, la strategia del «troppo grande per fallire» è quella di chi può crearlo. In America ha sempre funzionato, fino al giorno di Lehman Brothers.

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