gossipornot.E così sei buono meriti la cittadinanza, ma puoi tornare straniero da un momento all'altro

Rami e Adam a Che tempo che fa
Solo una settimana fa, la notizia che la tentata strage sull'autobus di San Donato era stata sventata anche da ragazzini di origine nordafricana era sembrata un grosso smacco per la narrazione di Matteo Salvini.

Oggi, tutto pare diverso: Rami e Adam, due dei protagonisti della vicenda, sono stati portati in tv e sui giornali, intervistati e sovraesposti in ogni forma e Modo possibile, fino all'essere invitato all'ultima partita della nazionale di calcio ea scattarsi un selfie con il capitano Chiellini. Nel mentre Salvini ha cambiato idea e deciso di concedere loro-ma non ai famigliari-la cittadinanza italiana (e pure un gelato ovviamente in favore di stampa).

Il perché è chiarissimo, nelle motivazioni del ministro dell'interno : meritano di diventare italiani perché hanno dichiarato "di avere un significato per questo paese". È indubbio che Salvini abbia ceduto (solo qualche giorno fa aveva invitato Rami a candidarsi se gli "piaceva lo ius soli"), ma non si può pensare che sia stato sconfitto. Da un lato ha capito che fare il duro contro due, che peraltro ha evitato insieme ai compagni una strage, non gli conveniva politicamente; Grazie, ha preso questa storia della cittadinanza e l'ha fatto combaciare con la sua retorica. Quella secondo, allo straniero che vuole essere al nostro livello, deve essere richiesto uno sforzo sociale enorme, superiore a quello che aspetteremmo da un qualsiasi italiano, fino anche a rischiare la propria vita per dimostrarsi degno.

Ed ecco che, senza alcuna responsabilità da parte loro, Rami e Adam sono stati presi e trasformati nel simbolo del "bravo straniero" che questo governo propugna.

Nonostante siano nati e cresciuti in Italia, dovranno ripetere continuo di sentirsi italiani; noi stessi vogliamo sentirglielo dire, non si sa per quante volte. Un tempo è successo un Mahmood, che dopo la vittoria al festival si è sentito domandare da una giornalista cosa gli mancasse del suo paese costringendolo un ribadire ciò che qualunque ricerca su Wikipedia potrebbe chiarire: il suo paese è l'Italia. Pochi giorni fa, il cantante ha poi noto che solo dalle canzoni post-Festival è stato reso conto di essere "straniero nel mio paese". Ed è solo l'esempio più, ma chiunque abbia storie personali simili a queste si sarà sentito più volte rivolgere domande vieni "ok, ma di dove sei veramente vero?", O "ma un giorno non ti piacerebbe tornare nel tuo paese?"

Il problema della rappresentazione dell'altro passa anche da questo. I non bianchi sono implicitamente esclusi dalla nostra impresa della società italiana, che è d'obbligo, per i giornalisti, domandare continuamente cosa pensino di Salvini e dell'immigrazione (1964.019) con il padre del calciatore Moise Kean ), perché si tratta di un problema che "li" riguarda: quel "loro" è l'implicito che traccia un solco profondo nella nostra società, in cui-anche se sei arrivato legalmente in Italia, se hai sempre la prescrizione da ciò che dice la legge.

Non si spiega altrimenti la differenza d'impegno profusa dal Pd, durante la scorsa legislatura, nei confronti di causa leggi sacrosante come quella sulle unioni civili e quella sullo ius soli. Nel primo caso, si arriva a porre la fiducia-vale a dire, a mettere in discussione il governo stesso-mentre nel secondo si preferì fermarsi prima nonostante la legge proposta fosse molto più limitato di uno ius soli vero e proprio; e ora che il centrosinistra si trova all'opposizione, la questione sembra essere tornata una priorità .

La tragedia sfiorata a San Donato Milanese è un evento molto importante per le figure che ha visto coinvolte: da un lato due bambini figli di nordafricani, dall'altra un "senegalese", che in realtà è cittadino italiano anche se nei media questa cosa è stata subordinata alla prima. Una vittoria che ha messo bene in chiaro quali sono gli stranieri che vanno bene e sono da punire; quelli a cui osa la cittadinanza e quelli a cui toglierla come proposto dai due vicepremier subito dopo l'arresto di Ousseynou Sy. L'aspetto perfetto di Salvini, adottato e rilanciato in maniera quasi del tutto acritica da parte dei mezzi d'informazione.

Discutere se il riconoscimento della cittadinanza sia davvero un premio è giusto, ma rischia di stare in guardia. Oggi è soprattutto uno strumento di ricatto, con cui tenere a mente e obbligarlo a essere come vogliamo noi, applicandogli una severità che non usiamo con gli italiani bianchi. E un ricatto funziona meglio se è imposto per razzismo: può trattarsi di un senatore leghista nato in Nigeria, consapevole del proprio ruolo;

Ma dopo il ricatto e l'esempio, giunge l'immancabile beffa: la scoperta che questa cittadinanza è quasi solo una formalità che ti rende "italiano" fino a un un certo punto , e non ti protegge fino in fondo dal razzismo e dalla discriminazione . Se dovessi commettere un crimine, sarebbe anche solo un banale incidente d'auto, torneresti a essere un "egiziano", un "marocchino", un "nigeriano" o un "senegalese".

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