Oh.my.gossip.caos brexit – circola l'ipotesi di una permanenza totale della gran bretagna nella ue fino al 2021

SPOSTANDO LA BREXIT SEMPRE PIÙ IN LÀ – DAVANTI ALLE CONFUSIONE TOTALE DI LONDRA SULL'USCITA DALL'UE, A BRUXELLES CIRCOLA L'IPOTESI DI UN PERIODO DI TRANSIZIONE DI VENTUNO MESI O, PEGGIO, DI UNA PERMANENZA PIENA DELLA GRAN BRETAGNA NELLA UE FINO AL 2021 – UN RINVIO CHE DAREBBE IL TEMPO DI REGOLARE LE QUESTIONI IN SOSPESO VIENI QUELLA SUL CONFINE DI TRA LE DUE IRLANDE …

Cristina Marconi per "il Messaggero"

[19659004] BATTIBECCO TRA THERESA MAY E JUNCKER “/> BATTIBECCO TRA THERESA MAY E JUNCKER

Davanti alle incertezze abissali che circondano la posizione inglese sulla Brexit, il gioco di Bruxelles si fa sempre più duro. L'ipotesi che circola nei corridoi della capitale europea, secondo alcune fonti diplomatiche citate dal guardiano, sarebbe quella di sostituire la proposta di un periodo di transizione con una, ben più drastica, di una permanenza piena di Londra nella Ue fino al 2021. [19659007]

Un rinvio della Brexit lascerà più tempo per regolare le difficoltà in sospeso, come una soluzione per evitare un limite tra le due Irlande che non è un mandare giù, e preferibile all 'ipotesi che piace ad alcuni deputati britannici di un 'estensione di alcuni mesi dell' articolo 50, capace solo, dal punto di vista europeo, di protrarre la confusione in un periodo delicato come quello dell 'elezione dell' europarlamento.

 THERESA MAGGIO JEAN CLAUDE JUNCKER THERESA MAGGIO JEAN CLAUDE JUNCKER

TEMPOREGGIAMENTO

Davanti a una Theresa May che continua a temporeggiare e che proprio ieri ha annunciato che «non offriremo un voto al mese questa settimana in modo da succedere entro il 12 marzo »in modo da avere più tempo per portare avanti negozia definiti« positivi »con la Ue, il rischio che si arrivi a un affare viene dato al 50 percento delle possibilità a Bruxelles, nonostante le rassicurazioni della maggio che «è tuttora alla nostra portata lasciare la Ue entro il 29 marzo» come promesso.

Il secondo voto sull'accordo dalla premier con la Ue, dopo la morte di una delegazione di 230 deputati il ​​15 gennaio scorso, è stato già rimandato tre volte e la maggio starebbe cercando di arrivare a ridosso dei dati di uscita per spingere Westminster a sostenere il suo accordo per evitare il problema, ipotesi che lei non vuole escludere sia per ragioni strategiche che per il fronte eurofobo oltranzista.

NUOVA MOZIONE

 MAY JUNCKER MAY JUNCKER

Ma proprio questo mercoledì potrebbe essere votata una mozione per scongiurare la possibilità che si esca in maniera brusca, senza accordo con la Ue e con le regole penalizzanti del WTO, e per estendere l 'articolo 50 a meno che non ci sia un accordo approvato entro il 13 marzo.

«Se mi capita di vedono un vantaggio nel rinviare, cosa tutt'altra che certa vista la situazione nel Regno Unito, non lo faranno più », ha spiegato il diplomatico europeo citato dal Guardian, aggiungendo che un 'estensione della membership ha senso perché prevedere il periodo del budget. Inoltre al potentissimo segretario generale della Commissione, Martin Selmayr, l'idea piace molto. Anche perché irriterebbe verso le mille promesse della premier di realizzare la Brexit come chiedere dagli elettori nell 'ormai lontano 2016.

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