gossipornot.La Supercoppa, o vieni indignarsi per l'Arabia Saudita solo quando fa comodo

Il " King Abdullah Sports City Stadium" a Jedda, dove si disputerà la Supercoppa italiana. Foto via Wikimedia Commons .

Il ciclo di una politica polemica è così: un si sveglia la mattina e si fa un giro delle news. Ne veda una suona maschile, apre il social network, e spara. Talvolta si tratta di una cosa di buonsenso; spesso però è piena di bellissime e inesattezze;

Questo punto può essere che qualcuno dia seguito alla sparata. In quel caso si va avanti, si costruisce il caso, si incarta bene il tutto. Senonché una volta chiusa la storiella, ricevuto il plauso e incassato il consenso, le cose sono appesi là, senza un domani, senza un risultato tangibile reale.

L'ultimo esempio è la vicenda della Supercoppa italiana tra Milano e la Juventus che si giocherà a Jedda, in Arabia Saudita. L'altro è il periodo in cui è stato messo in scena lo spettacolo dei biglietti per l'acquisto di film in serie.

Ieri appunto ci si svegliati, si è fatto un giro su Twitter e si è iniziato un lontano polemica . I picchi più alti: Giorgia Meloni e Alessandra Mussolini. La prima ci ha precisione che "le donne possono andare solo accompagnate nel settore famiglie, da sole no, perché l'Islam non lo ammette" ma il fatto è che "l'islam" in questa cosa c ' entra fino a un certissimo punto: è l'Arabia Saudita, casomai, interpretando al suo solito retrogrado modo l'islam, che emette un regolamento.

Alessandra Mussolini poi, ci ha detto che "La #LegaCalcio lo sa che le donne non sono d'accordo nello stadio, "ma la notizia è imprecisa, come si legge nel comunicato che lei stessa ri-pubblica.

Intanto puro Matteo Salvini si è infiammato, dicendo:" Che la Supercoppa in un paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non sono accompagnate da un uomo è una tristezza, una schifezza, io la partita non la guardo. Dove sono le femministe italiane e le Boldrini di turno?

Naturalmente, "le femministe italiane" sono da tempo sul pezzo e Salvini non lo so, o finge di non saperlo, o comunque non si cura del dettaglio perché-lo sai-si fa solo i fatti suoi.

Per la cronaca, la vicenda delle donne saudite non nasce ieri con Milano-Juve è una realtà per tutti alle donne. di guidare è arrivata fino in Italia ma, soprattutto, è stato-parliamo degli ultimi mesi- un'ondata di arresti di attiviste saudite ad opera di Mohammed Bin Salman, il principe ereditario e vero burattinaio dell ' Arabia Saudita.

Arresti con accuse che giudicheremmo stravaganti se non fossero invece allucinanti. Ad esempio, lo scorso maggio, le autorità saudite hanno arrestato sette persone -incluse quattro donne che si sono battute per il diritto di guidare-con l'accusa d Ho avuto dei "contatti sospetti" con le imprese straniere e di avere dato loro "soldi con l'obiettivo di destabilizzare il Regno".

Questa è roba è perfettamente chiara alle femministe italiane e ovviamente a tante altre persone. Così come sono chiare le responsabilità del principe nell'assassinio del giornalista Jamal Khashojji all'interno dell'ambasciata saudita di Istanbul e-infine-nell'aggressione dello Yemen che, come tutti sanno, ha portato la morte, distruzione e fama in quel paese.

Molte altre persone bene bene l'Italia vende al principe bombe fabbricate in Sardegna . Tuttavia, non sono le femministe italiane a voler "rilanciare la collaborazione" con l'Arabia Saudita, bensì Matteo Salvini. L'ultimo giorno del mese in Italia, il binomio Faisal Bin Sattam Bin Abdulaziz Al Saud.

Sul sito del Ministero confronta infatti questo virgolettato: "L 'Arabia Saudita è un attore di stabilità e affidabilità nei rapporti bilaterali quanto è meglio nel più generale scacchiere mediorientale.

Certo, risulta un po 'floscio il "turno" di Laura Boldrini che però, a dire il vero, è abbastanza tempestivo e al contrario di quello di Salvini si vede in un contesto generale coerente.

Tornando al caso di specie, si generi il seguente paradosso: un Ministro dell'Interno che un luglio stendeva tappeti rossi al saudita ora se la prende contro due società di calcio e una federazione che vanno un lontano cassa a Jedda.

Il risultato è che magari Milano-Juve la giocheranno in Italia (anche se il presidente della Lega Calcio Giampaolo Micciché dice di no ), ma Mohammed Bin Salman si dedica a un film in galere le attiviste per i diritti delle donne e anzi, per coprire il suo crimine e recuperare la sua immagine di riformatore, forse apri tutti i settori degli stadi alle donne. Niente di più facile.

E così dimenticheremo di nuovo l'Arabia Saudita, il suo brutale dittatore, e le bombe che gli vendiamo e che uccidono la gente in Yemen .

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